Ieri sera sono incappata nell’ennesima (per fortuna!) trasmissione che descrive casi di violenza, omicidio e stalking sulle donne. Emerge che molte non hanno il coraggio di denuciare, si vergognano di parlarne persino coi familiari, oppure soffrono nell’ombra in quanto non sentono che la legislatura attuale tuteli la propria incolumità, nel caso in cui il silenzio venisse rotto. E queste sono coloro che vanno informate, tutelate, sostenute e protette allestendo un vero e proprio “pronto soccorso” all’altezza della situazione.

stalking

Ahimè, è pur vero che svariate altre donne continuano a subire perchè si dichiarano (nonostante tutto) innamorate del carnefice che le tiene in scacco e che lesina, di tanto in tanto, briciole di pseudo manifestazioni affettive. Proprio così. Ma pure se si volesse restare nell'”ordinario”, senza sfociare in violenze fisiche/psicologiche nel senso più stretto del termine, di donne che si “sfamano” degli scarti di un amore impossibile, magari come amanti di un uomo che non lascerà mai la propria moglie, se ne contano addirittura centinaia. Anche questo è un subire, un accontentarsi, un aggrapparsi a una fune già lisa e a rischio di rottura. E queste sono coloro che vivono un disagio e che si passivizzano accettando, senza far nulla per cambiare la situazione. Probabilmente si lamentano, soffrono parecchio ma, pur di mantenere la magra consolazione dello status quo, sono disposte a tutto. Si tratta di donne che non si vogliono bene.

Secondo voi, perchè si arriva a questo punto? Cosa determina il non-cambiamento? Perchè ci si accontenta vivendo relazioni a metà o frustranti?

Grazie per i commenti.

2 risposte

  1. L’emancipazione delle donne è ancora un obbiettivo da raggiungere.
    I modelli proposti dalla società patriarcale, sostenuti dalle religioni monoteiste, sono ancora seguiti perchè la cultura è scientemente negata alla maggior parte delle donne. Ce ne è di strada e solo le donne stesse possono procedere.
    Love
    L

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