Oggi, chi decide di intraprendere una psicoterapia o anche solo di chiedere una consulenza psicologica, ha due possibilità: rivolgersi a un esperto del servizio pubblico (nella speranza che i tempi d’attesa corrispondano col proprio grado d’urgenza) oppure a un professionista privato (non accessibile a tutti). Ma se ci fosse lo Psicolgo di Base, quello di Famiglia? Proprio come il Medico curante della città di residenza! Non sarebbe tutto più semplice? Probabilmente ci sarebbe un’agevolazione su più fronti; provo a elencarne qui qualcuna.

Dottore

1°. La salute psicologica (finalmente) assumerebbe maggior rilevanza in un paese in cui, ancora troppo spesso, si perpetua la pessima abitudine di mettere “la testa sotto la sabbia” e far finta che, addirittura il proprio disagio personale, sia una nuvola di passaggio che ad un tratto, come per magia, si dissolverà senza troppo impegno.
2°. I cittadini avrebbero, di diritto, uno specialista per le problematiche legate al “mal-essere”: nel proprio paese, facilmente reperibile e identificabile e, soprattutto, allo stesso investimento economico del Medico di Base, per 365 giorni l’anno tutte le volte che lo richiederebbero.
3°. Il disagio psicologico verrebbe (ripeto ancora a voce alta, finalmente!) curato con un percorso psicologico idoneo e non medicalizzato, con opzioni di intervento esclusivamente farmacologiche. Si ricorda, infatti, che il farmaco aiuta ma non risolve! Il problema va affrontato alla radice (vedi articolo sull’ansia precedentemente pubblicato).
4°. La popolazione sarebbe sensibilizzata. Forse molte più persone rispetto ad oggi, parlerebbero dei propri problemi senza vergogna o timore di essere giudicati in malo modo. Forse un depresso, un uomo con poca fiducia in se stesso, una persona con dipendenza da sostanze, si rivolgerebbe con fiducia ad uno psicologo magari dichiarando la scelta alla famiglia, perchè saprebbe bene che chiedere questo tipo di aiuto non comporterebbe in automatico l’etichettamento di “pazzo”.
5°. In virtù del 4° punto, potrebbe esserci più accettazione, comprensione e tolleranza nell’animo umano globale.
Serena-mente per tornare a sorridere
Percorsi psicologici per tutti
Insomma, secondo la Sottoscritta i vantaggi sarebbero svariati. L’impressione personale è che diversi medici, mossi dal desiderio di aiutare in ogni circostanza, dimentichino il prezioso contributo degli psicologi. Inoltre, per esperienza professionale, so bene che parecchie persone chiedono aiuto solo in extremis, magari dopo mesi o addirittura anni di sofferenza taciuta e mal gestita, perchè chiedere aiuto è “da deboli” e andare dallo psicologo “è da tipi strani”. Chissà, con buon auspicio lo Psicologo di Base abbatterebbe i pregiudizi di cui sopra promuovendo la cooperazione tra medici e professionisti del settore “Psi”.
E voi cosa ne pensate? Per cambiare il mondo bisogna comiciare a smuovendo le masse, anche quelle piccoline che, con attenzione e premura, hanno raggiunto il presente post. I vostri commenti sono preziosissimi, non abbiate timore, potete esprimervi anche in forma anonima.
Grazie fin da ora.
Con stima la vostra Psicologa Milano.

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