Il disagio psicosomatico è qualcosa che, come suggerisce la parola stessa, si colloca a metà strada tra il soma (fisico) e la psiche (mondo interno). Ciò accade in quanto l’IO, spesso stressato o oppresso da impegni, ritmi frenetici, emozioni inespresse e relazioni insoddisfacenti, “scarica” sul corpo, portando tensioni muscolari, contratture e bruciori di stomaco. Significa che la parte emotiva del Sé, per quanto si tenti di controllarla, può ripercuotersi sul sistema nervo

psicosomatico
Psiche e soma

so autonomo, danneggiando gli organi più vulnerabili.
Di fronte a situazioni simili, la terapia integrata risulta la più efficace. Da una parte si tratta il sintomo per sciogliere le tensioni, così da ottenere un senso di benessere fisico immediato mentre, in concomitanza, si procede con una terapia psicologica. Nel setting psicoterapeutico la persona ha modo di trovare un spazio di apertura e confronto, in cui esternare preoccupazioni e non detti. Terapeuta e paziente collaborano per comprendere l’origine del disagio e trovare strade utili alla salute psico-fisica.
Louise L. Hay, nel libro “Guarisci il tuo corpo”, delinea quali aree del corpo risulterebbero associate ad emozioni o particolari vissuti, proprio per motivare l’importanza della cura sincrona di corpo e mente. Ad esempio, il fegato sarebbe la sede della rabbia; la gola verrebbe identificata come il canale d’espressione per eccellenza. Prendersi cura (a livello psico-somatico) di queste aree, secondo tale logica, significherebbe dar libero sfogo ad emozioni magari represse (come la collera) o a parole mai dichiarate.
Amarsi è il sentimento più profondo; curarsi con amore e attenzione è una personale responsabilità.

Scegli di vivere SERENA-MENTE, PER TORNARE A SORRIDERE!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *