Psicologa Milano

“Se anche i baci si potessero mangiare 
ci sarebbe un po’ più amore e meno fame”
– Modà, Sanremo 2013

E, con ragione, così cantano i Modà. Già, il cibo è amore per almeno 4 motivi.

Psicologa Milano1) Una volta venuti al mondo, lo scopo è sopravvivere. La mamma (o chi per essa) si prende cura del piccolo dandogli da mangiare.

2) Se si pensa alla cultura mediterranea, ci si rende conto come molte donne siano costantemente preoccupate che i familiari e gli ospiti commensali abbiano mangiato a sufficienza. Continuamente propongono piatti e rimpinzano di ulteriori cibarie le portate già colme. Spesso ripetono “mangia!”, “hai fame?”, “ne vuoi ancora?”, “assaggia questo” per cui, puntualmente, qualcosa cade nel piatto anche se se ne ha abbastanza. Così fino al caffè, ovviamente accompagnato da biscottini e ammazzacaffè vari. E’ il loro modo di esprimere interesse, di dare attenzione, di garantire affetto.

3) Preparare da mangiare richiede tempo, impegno, premure ed anche creatività. Quando lo si fa controvoglia, il risultato è insoddisfacente. Ecco perchè molti dicono che, l’ingrediente “segreto” indispensabile, sia proprio… l’amore. Quando si cucina con amore, quello che ne risulta è sempre di degna bontà. Il rito del cucinare è un momento in cui la persona si mette al servizio degli altri, della propria famiglia o degli amici, prima ancora che di sè. Anche in questo caso, la dedizione nel dar vita alle portate, denota cura verso chi riceverà il piatto ultimato.Psicologa Milano

4) Al momento del pasto si condivide quello che c’è sulla tavola. Si spartisce l’ultimo tozzo di pane, si passa il sale fuori dalla portata di mano, insomma si sta insieme, interagendo, parlando, dividendo un bene prezioso che consente di vivere: il cibo. E’ un momento importante della giornata per stare insieme, riconoscersi, definirsi, esprimere pensieri e stati d’animo. Chi sta insieme si sceglie, anche sul lavoro. Infatti, i colleghi con cui pranzare non sono casuali: si scelgono proprio quelli con cui ci si sente più affini, con cui si crea (anche solo per poche ore al giorno) una sorta di legame affettivo.

A cosa fare attenzione?

Come abbiamo visto il cibo è amore, o meglio, è una delle manifestazioni possibili dell’amore. Proprio per tale ragione, c’è qualcosa a cui bisogna assolutamente fare attenzione. Per esempio, guai sostituire l’affettività col cucinare. A proposito di questo, riprendendo l’esempio delle donne mediterranee, esse potrebbero cucinare con gioia cucita sul viso per un reggimento intero, ma magari non dichiarare apertamente i propri sentimenti ai figli o ai parenti che amano. Oppure molte potrebbero asserire fermamente che non hanno mai fatto mancare nulla al proprio partner (altro esempio al femminile ma ribaltabilissimo al maschile): “gli ho sempre preparato i suoi piatti preferiti, quello che mi chiedeva facevo, gli portavo i vestiti stirati di fresco…” ma poi, alla domanda, “e le manifestazioni affettive? Che sò, baci, abbracci, incoraggiamenti…” la risposta è “no, non sono per quelle cose lì“. Ebbene, i beni materiali e gestionali (per così dire) non sono mancati, ma tutta la dimensione affettiva sì. Le cose importanti ci sono, ma solo a metà. Un po’ come dire che una persona esce di casa con mutande e canottiera, però senza maglia, pantaloni e scarpe. Il minimo c’è ma è insufficiente. Uno dei motivi per cui le persone imparano (sì, ho scritto proprio “imparano”) a mangiare tanto oppure poco. E quindi ingrassano o non mettono su un etto.  Psicologa Milano

Mangiare poco o tanto può avere multipli significati o cause d’origine. Una di queste può essere la mancanza… d’amore. Il cibo rappresenta l’amore ma non lo sostituisce. Se non lo si riceve nessuna lasagna, torta, o secondo luculliano lo potrà colmare. Solo che, chi nutre, è convinto che questo basti per dare affetto all’altro, cosicchè anche l’altro se ne convince e reitera per la vita intera la stessa prassi: mangia molto e spesso, non per fame ma per gola, mettendo peso. E, coi propri successori, sperimenterà lo stesso.

In molti casi i magrissimi e i grassi hanno alla base la stessa condizione: lacune affettive, che possono essere inconsapevolmente e falsamente consolate col cioccolatino a fine pasto o  con lo snack fuori orario. Ripeto, quella descritta è una delle cause o concause del sovra/sotto-peso, riscontrabile sì ma non in tutte le situazioni. Secondo questa ipotesi, i magri mangerebbero poco perchè abituati alla “deprivazione“, al fare a meno mentre, i mangioni, si ciberebbero così tanto per riempire un vuoto, soffocare un dolore, stordirsi fino a soffocare nello stomaco tutti i problemi. Nei casi più gravi, le conseguenze possono essere i cosiddetti disturbi alimentari quali anoressia e bulimia. Nei casi meno gravi, le conseguenze potrebbero essere le diete senza successo, le ricadute, gli interventi chirurgici più disparati per il calo del peso. Psicologa Milano

Suggerisco a chi dovesse riconoscere di fare un uso emozionale o consolatorio del cibo, di rivolgersi ad un nutrizionista per tarare una dieta completa ed equilibrata, e di chiedere supporto a uno psicologo per imparare a rifornirsi del nutrimento, questa volta affettivo, nel modo più efficace ed utile per sè. Perchè la fame di carezze e amore va presa sul serio.

Buona domenica.

La vostra Psicologa Milano

info@serena-mente.it

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