Spesso si vive seguendo schemi rigidi e antichi di cui, proprio a causa della lontana origine, non se n’è neppure consapevoli. Eppure limitano, condizionano, impediscono la libera espressione di sé.

Per spiegare il senso del percorso psicologico, mi piace usare la metafora espressa nell’ “Autobiografia in cinque brevi capitoli” di Portia Nelson (1920-2001), che condivido  riportandola di seguito.

Cammino per la strada.

C’è una buca profonda nel marciapiede.

Ci cado.

Sono persa… sono impotente.

Non è colpa mia.

Ci vorrà un’eternità per trovare come uscirne.

II°

Cammino per la stessa strada.

C’è una buca profonda nel marciapiede.

Fingo di non vederla.

Ci ricado.

Non riesco a credere di essere in quello stesso posto.

Ma non è colpa mia.

Ci vuole ancora molto tempo per uscirne.

III°

Cammino per la strada.

C’è una buca profonda nel marciapiede.

Vedo che c’è.

Ci cado ancora… è un’abitudine.

I miei occhi sono aperti.

So dove sono.

La responsabilità è mia.

Ne esco immediatamente.

IV°

Cammino per la strada.

C’è una buca profonda nel marciapiede.

La aggiro.

Cammino per un’altra strada.

psicologa milano arese, serena-mente

3 risposte

  1. Ciao Valentina, mi è piaciuta molto la metafora che hai usato per descrivere un percorso che, in generale, ritengo assolutamente utile, se svolto in piena consapevolezza e se fatto in concerto che persone valide ed esperte come penso tu sia. A presto! Fabio Ps: io credo di trovarmi fra il terzo e il quarto capitolo…. 🙂

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