Perchè si ricade sempre nei soliti errori? Psicologa Milano e Arese

Conseguire la serenità senza cambiare, è possibile? – Chicchi di benessere
6 giugno 2017

Perchè si ricade sempre nei soliti errori? Psicologa Milano e Arese

La favola della rana e dello scorpione

Perchè si ricade sempre nei soliti errori? Psicologa Milano e Arese.

Una metafora per spiegare il Copione di Vita.

La favola della rana e dello scorpione.

L’altro giorno, durante una seduta di psicoterapia nello studio di Milano, spiegavo ad un paziente il significato del Copione di Vita. Si parlava di questo tema in quanto ci siamo accorti che, molte delle sue relazioni amorose, erano caratterizzate da elementi comuni. Si è scoperto che, le donne con cui era stato, avevano dei tratti caratteriali comuni e che, quasi tutte le storie d’amore vissute, portavano ad un solito doloroso epilogo. Insomma le esperienze, anche se nocive, venivano ricercate e perpetuate (inconsapevolmente) da parte del paziente. E qui è scattata, da parte dell’uomo, la fatidica domanda: “ma se so di stare male, allora perchè vado sempre a infilarmi nelle solite storie?”. Da qui, la mia risposta sul Copione di Vita che, prontamente, il paziente ha compreso e voluto rispiegare, a propria volta, con la favola della rana e dello scorpione. Si tratta di un racconto che non conoscevo ma che mi ha fatto venire i brividi quando l’ho ascoltato, in quanto trovo sia una metafora azzeccata per illustrare il concetto della ripetititvità nociva. Desidero condividere questa favola. Anche voi, come me, la trovate tanto esemplificativa?

Buona lettura.

Favola della rana e dello scorpione.

Uno scorpione doveva attraversare un fiume ma, non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda”. La rana gli rispose: “Fossi matta! Così, appena siamo in acqua, mi pungi e mi uccidi!”. “E per quale motivo dovrei farlo?”, incalzò lo scorpione, “se ti pungessi tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!”. La rana stette un attimo a pensare e, convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.

A metà tragitto, la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entambi stavano per morire, la rana chiese all’insano ospite il perchè del folle gesto. “Perchè sono uno scorpione”, rispose lui, “è nella mia natura!”.

La favola della rana e dello scorpione

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